Esistono due realtà; una racchiusa tra i solchi di un disco e una che va in scesa su di un palco, dal vivo. E queste due realtà sono le facce del Giano bifronte VictorZeta e i Fiori Blu, una delle più valide realtà artistiche nell’attuale scena partenopea.

I VictorZeta e i Fiori Blu non sono, infatti, un semplice gruppo musicale; la loro arte va oltre la musica, in una miscellanea creativa carica di una forte teatralità che travalica il limite tra pubblico e “palco” in un’osmosi partecipativa collettiva. Il progetto nasce nel 2011 dalla mente di Ugo Russo (Crisma33, autore Warner Chappell e vincitore di Giovani Suoni 2009) che, attraverso l’ausilio di numerosi musicisti, costruisce un pop folk mediterraneo/balcanico con radici cantautorali, elementi, questi, confluiti nel disco d’esordio “Dans le rêve”.

Il titolo dell’opera e la rielaborazione della bella copertina (entrambe un chiaro riferimento al pittore Odilon Redon) tracciano le coordinate aeree verso la dimensione dell’arte come sogno, in un mondo dal registro lirico surreale. E così, viaggiando “nel sogno” (nel sogno è la traduzione letterale di Dans le rêve), si consumano, tra cinguettii e ronzii, piccole storie di vita quotidiana; narrazioni erranti alla ricerca di un “campo di fiori blu”, sciolte senza “guinzaglio”, che si muovono come “sciami colorati”, spinte dall’ordine seriale di “numeri”, ognuno con il suo valore legato alla propria funzione e nella necessaria “ilarità” del loro risultato finale.

 

L’amore, poi, non è altro che un’“anemia sentimentale” …….,

 

 

un sentimento scritto con “parole di fiele”, mentre per “desolate e complicate strade”, l’animo umano va alla ricerca di una via di salvezza e di “nuove strade da inseguire”. La crescita passa dalla ricerca di bambino delle “ombre nascoste al buio”, attraverso la visione del “cielo” sino al “luogo ideale” che è in ognuno di noi, per trovare (il tutto), infine, compimento nello Shampoo”, degno omaggio di chiusura al maestro Giorgio Gaber …

Dans le rêve” si inserisce, senza dubbio, nel solco della musica d’autore, in quella linea colta, segnata non solo dalle note, ma anche dalle parole che danno all’ascoltatore il conforto nella constatazione di come la musica italiana sappia ancora raccontare splendide storie …

Marco Sica