Stanisław Lem pubblica, nel 1961, lo splendido romanzo di fantascienza Solaris; Andrej Tarkovskij, nel 1972, rende il romanzo dello scrittore polacco uno tra i più bei film di fantascienza di sempre (per chi scrive, Stalker di  Andrej Tarkovskij  è il capolavoro della filmografia di genere fantascientifico del registra russo).

Solaris è anche il nome del gruppo di Cesena (Alberto Casadei – voce, chitarra; Lorenzo Bartoli – basso, cori; Paride Placuzzi – chitarra; Alan Casali – batteria; oltre alla partecipazione di Andrea Fioravanti (Postvorta) alle chitarre in “Leviatano” e di Nicola Ghetti ai cori in “Leviatano” e “Specchio”) che ha appena pubblicato il proprio EP d’esordio “L’Orizzonte degli Eventi”.

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“L’Orizzonte degli Eventi” è un disco che “precipita la percezione” nell’oceano descritto nel romanzo di Lem, distesa d’acqua che mette a nudo tutti i limiti della mente umana, per costringerla, appunto, al limite, quello però segnato dall’orizzonte degli eventi, sul confine del buco nero oltre il quale nulla più sfugge, neanche la luce.  A ben ascoltare sia le ruvide e distorte atmosfere, che concedono spazzi d’attesa anche nelle parti più serrate, sia  le tematiche affrontate nelle liriche in italiano (“Erode” è la sola strumentale) sono segnate dall’introspettiva, non certo raggiante, di chi si pone come interrogativo “Cosa dovrei farmene di questo tempo, di questo spazio vuoto che mi assomiglia …“, per poi affermare “Finché l’alba non diventa nera, finché il polso non le si scolora …“, il tutto  con la consapevolezza che “Per quanto tenti di rimettermi dentro le mie colpe, mi vanno strette, sto diventando enorme. Un altro anno da macropensiero e ci lascio le penne …”.

Marco Sica