Non so come sto, ma ultimamente me lo domando spesso. Comunque sto”. È su questa consapevolezza di esistere e dell’importanza di esistere, perché “la vita è così e ne abbiamo parlato spesso”, che gira, dopo “Ossa”, il secondo bel singolo dei RivaFalene”.

Con “Falene” si ha la conferma dell’ottima strada intrapresa dai Riva (già “Ossa” si era imposto con un sound moderno e perfettamente bilanciato tra il mainstream d’autore, la ricerca musicale e l’accuratezza testuale), in giusto equilibrio tra un moderno cantautorato e una brillante facilità d’ascolto.

Così, battiti d’elettronica pulsano un cuore meccanico dal sentimento umano che narra la vita e il suo sentire sino ad aprirsi in un emotivo e trascinate ritornello che si lascia cantare e ricordare.

IMG_5399

Falene, a differenza di altre canzoni che ho pubblicato in passato, parlo anche di altri progetti e altre cose che ho fatto, è molto giovane: nel senso che è passato poco tempo da quando l’ho scritta a quando, con gli altri Riva (Stefano e Flavio), l’abbiamo stesa definitivamente – racconta Simone Morabito dei Riva – È stata scritta una notte di dicembre 2017 in cui avrei voluto prendere il cuore a lanciarlo “a due miglia da me”, per citare una parte del testo. Sì, in quella parte in realtà parlo del cuore, inteso come motore di sentimenti. Sarebbe bello, in alcuni momenti, liberarsene senza avere alcun tipo di rimpianto. In pratica staccare la spina da tutto e prendere fiato veramente “senza pensare a niente”. Ma non mi piace dire di più. Non mi piace spiegare le canzoni. Come era accaduto per Ossa, l’altro singolo dei Riva uscito a marzo, anche Falene ha un’ambientazione ben precisa ed è legata a un luogo. In questo momento per noi è molto importante legare le canzoni che scriviamo a dei luoghi. Ossa era ambientata a Berlino; Falene è ambientata nelle zone in cui sono cresciuto io: nella provincia nord napoletana, nel vesuviano. Insieme a Nicholas Mottola Jacobsen e a Corinne Barlocco abbiamo cercato di raccontarle, documentarle e legarle alla canzone: sono molto felice del risultato. Lavorare al video che accompagna il pezzo è stato molto bello e stimolante”.

5f42966d-3de5-4596-bcad-5174d5b64bed

Falene” è stato, infatti, accompagnato dal bel video di Nicholas Mottola Jacobsen (che ha diretto anche il precedente video di “Ossa”); un viaggio emotivo dal finale che offre un importante spunto di riflessione sui vincoli autoimposti che la nostra ristagnata morale sociale anacronisticamente ancora ci impone.

Trasportati dalla profonda corrente della coda di sintetizzatori che chiude il pezzo, ci congediamo da “Falene”, godendoci la mite notte di un’estate “che passa, senza pensare a niente”, ma che ci lascia, comunque, importanti spunti di riflessione (recensione in parte tratta da il Roma on line).

Marco Sica