Dopo un primo omonimo EP datato maggio 2014 e un secondo EP intitolato “Cosmic Travel”, uscito nel 2015, i Red Atomic Elephants , composti da Andrea Cocconi – voce e sintetizzatore; Emanuele Carra – chitarra a seconda voce; Emanuele Portioli – Basso e seconda voce; Alex Federzoni – Batteria, hanno pubblicato il loro long-playing dal titolo “A freakish trip on the planet earth”.

Una prima considerazione positiva fa fatta per l’accattivante e curatissima copertina firmata da Daniele Orlandini, in perfetta sintonia visiva ed evocativa con la musica dalla stessa “contenuta”. Con “A freakish trip on the planet earth” siamo, infatti, innanzi a un apprezzabilissimo e ben suonato funk-psichedelico con tinte che sfociano anche nello space-rock, una musica priva di eccessivo manierismo e dell’elefantiasi che troppo spesso caratterizza tale genere, ma che traccia, con spontaneità e gusto, le coordinate in “curvatura” per un “anormalmente” strano viaggio, “interplanetario” verso il pianeta terra ma allo stesso tempo “intraplanetario” sul pianeta “terra” stesso. Più che specifici richiami musicali al funk anni settanta, strettamente legati all’esecuzione del genere, quello che (a parere di chi scrive) lega i Red Atomic Elephants al quinquennio 1967-1972 è l’esigenza, appunto, di intraprendere in musica un viaggio che sappia essere al contempo onirico e materiale, lisergico e concreto, con le sue ambientazioni e i suoi suoni sia acidi che desertici. Così, su sintetizzatori, chitarre taglienti e ritmiche serrate, si eleva un cantato che fa delle sue linee vocali ripetuti “patterns” che diventano melodia che si inchioda al cervello e si lascia sia ricordare che cantare.

Marco Sica

Nel Muschio.