Paterlini lo si può identificare come cantautore, come poeta, come uno qualunque ma l’importante è che sia identificato, perché, farsi sfuggire dai radar un’artista simile è davvero un peccato che non deve esser commesso. Il suo disco intitolato “Fuori Tempo Massimo” riesce a dare una chiara e limpida idea chi sia (e di chi non sia) Paterlini. Un’artista che è tutto tranne che fuori tempo massimo. Il sound del disco è un mix di tante cose: jazz, pop, musica d’autore elencarlo è anche superfluo. “Fuori Tempo Massimo” è un disco maturo e per molti versi sperimentale in cui è difficile non potersi rispecchiare in una delle tante anime dell’artista. Paterlini incide a fuoco il suo nome sul panorama italiano grazie anche alla sua quotidiana poesia e grande, grandissima voglia di trovare un senso di originalità in tutto ciò che crea e concepisce. In sostanza, il disco è perfetto per tutti coloro che si aspettano qualcosa di fresco e moderno ma che sia anche ricercato e non troppo “plastificato” perché probabilmente Paterlini sa bene come prendere per la gola l’ascoltatore e sa come rendere affascinante tutto ciò che riesce a toccare. Tra i brani consigliati possiamo citare “Angeli rubati” e “Discorsi da bar”, due piccole storie che raccontano la grande storia di Paterlini. “Fuori Tempo Massimo” è un ottimo disco, coraggioso e pieno di sperimentazione come piace a noi e realizzato anche grazie ai fondi offerti dalla Siae per i giovani autori.

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