I Moonshine Booze nascono a Teramo nell’estate 2014 da un progetto di Andrea Manila (voce), Emiliano Zapata (chitarra) e Fabio Manchos (batteria) i quali, dopo aver militato per più di vent’anni in varie band in Italia e negli States, hanno raccolto e rielaborato esperienze di generi musicali diversi.

L’idea iniziale era quella di mettere su un repertorio di cover di classici da Johnny Cash a Robert Johnson, Muddy Waters, Little Walter e J.B. Leinor completamente riarrangiate, ma lasciando invariato il grezzo e crudo del groove delle radici.

L’originalità della formazione risiede proprio nel creare qualcosa di unico che difficilmente si può ritrovare in un qualsiasi disco di musica italiana sfornato alla velocità della luce e di fatto i Moonshine Booze che da lì a poco a avrebbero sfornato il loro album si ritrovano ad essere perle lucenti in un mare di qualcosa che non possiamo dirvi.

Dopo un paio di anni, suonando moltissimo nelle piccole bettole (dalla band da sempre preferite) della zona, i Moonshine Booze si sono accorti che, oltre alla strettissima intesa d’esecuzione sull’improvvisazione live, avevano maturato anche un proprio sound che amalgama una certa tipologia di proposta che si rifà al mood anni ’70 misto ad atmosfere confinanti generazionalmente, tra Tom Waits & The Rolling Stones, ma con delle marcate sfumature Funk-Rock in un mix di Blues e Dark Country dalle atmosfere da colonna sonora per film western e polizieschi 70’s.

Nelle 14 tracce dell’album debutto “Desert Road” si riassume ciò che è stato elaborato dalle precedenti esperienze musicali della band, senza nessuna regola di genere o di canoni usuali, ma semplicemente attenendosi al motto: “se suona bene… vabene!”, dando sempre priorità e valore al processo di creazione della musica, l’unica cosa che può far perdere il sonno.

“Desert Road” è un vero e proprio trip e poco altro c’è da aggiungere, se non siete appassionati del genere lasciate perdere ogni pregiudizio e lanciatevi a capofitto in questo profondo viaggio perché ne varrà la pena e come se non ne varrà la pena. Un album impreziosito da una passione unica per atmosfere e sound non italici che si spera possa trovare il suo spazio anche all’interno della penisola ma, se ciò non dovesse accadere, non vediamo l’ora di sentire parlare di questi ragazzi chissà in quale lontanissima nazione.

Un disco stupendo, di quelli che se ne vedono sempre meno. Anche se ascolti Marco Mengoni.

https://soundcloud.com/user-30545311/sets/desert-road/s-efz6s
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Moonshine Booze