Un dolce e malinconico arpeggio di chitarra “disturbata” apre l’EP d’esordio “Megabyte Salsa” dei Nearby Planets (edito su etichetta Drop&Spiral), giovanissimo gruppo composto da Gaya Di Iasi alla voce e chitarra, Antonio Castellano alla voce e chitarra, Ciro Manno al piano e synth e Andrea Scarpato alla batteria e samples.

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Un arpeggio che in breve tempo muta in un electro-pop dai melodici toni malinconici. A ben ascoltare, tutto l’EP è sospeso tra sonorità acustiche ed elettrificazioni, che in un misurato equilibrio mantengono la giusta tensione. Merito anche di un’attenta cura negli arrangiamenti ricchi di sfumature impercettibili quanto colmanti e “collanti” e di un’ottima e matura produzione artistica a firma di Sabrina Carnevale e Marco De Falco.

Il progetto – raccontano i Nearby Planets – nasce dall’incontro tra Gaia e Antonio, ai quali si sono aggiunti successivamente Ciro e Andrea. Le musiche sono scritte da Antonio e da Gaia, e a loro va il merito di aver assemblato e dato forma ai brani. Musicalmente cerchiamo di collocarci nel solco della dream wave, sulla scia del movimento mittel-europeo. Sotto il profilo testuale il disco è, invece, principalmente un viaggio introspettivo di Antonio, che è anche l’autore principale dei testi. Le tematiche che affrontiamo vanno dal sociale al personale, toccando diverse problematiche anche attuali, come il delicato rapporto tra la natura e l’umo dei nostri giorni. Diversamente, altri brani, si radicano in una sfera più intima. “Shapless Dream”, ad esempio, parla del padre di Antonio e della sua figura paterna. Il nome della band è ispirato dal nome di un fumetto, ma anche dalla nostra constatazione che noi tutti siamo come pianeti distinti, singoli, ma comunque vicini e correlati l’uno all’latro. La musica è la nostra passione, e al momento suoniamo per il solo piacere di suonare e per esprimere noi stessi oltre ogni cliché e convenzione: “siamo ciò che siamo senza limite sociale”. Il 12 maggio, al First Floor Club di Pomigliano d’Arco, faremo la presentazione ufficiale del disco” (tratto dal Roma on line del 5 maggio 2018).

Marco Sica