L’album di Maru Barucco, giovane cantautrice siracusana, porta il suo stesso nome ed è un disco pieno zeppo di tante piccole, piccolissime cose, colori, mondi, dinosauri e chi più ne ha più ne metta.

Sonorità pop si mescolano a quella ventata di hipsteria che ha travolto la penisola negli ultimi anni, condita da tanta dolcezza, malinconia e stupore per le piccole cose.

L’album prodotto da Davide Di Rosolini, ci ricorda quanto bello può essere il mondo visto dagli occhi degli artisti che continuano a sognare quando probabilmente, di motivi per sognare, ce ne son rimasti veramente pochi. “Ninì” è il singolo estratto, una ballad dal sapore dolciastro che ritrae perfettamente la musica di Maru. Ukulele, xylofono, chitarre ed un puff dal quale si può ascoltare in tutta tranquillità l’armonia e la delicatezza delle canzoni, magari con i piedi che sprofondano nell’erba bagnata. La miglior traccia da noi eletta come migliore dell’album è “Senzaemme” in cui la semplicità degli arrangiamenti ed in generale della composizione potrebbe addolcire pure il più duro dei cuori.

Noi di Nel Muschio, eleggiamo questo piccolo gioiellino come disco del mese, sperando di poter sentire roba nuova da parte di Maru, magari con una produzione leggermente diversa e più attenta in modo d’esaltare ancora di più le doti ed il talento della cantautrice.

W.W.