Difficile, forse impossibile, considerare un concerto quanto accaduto ieri. Si può capire il perchè di tanto hype dell’evento in questione solo dopo essersi ripresi da quello che ieri sera si è scatenato. Cagate apparte, ieri sera, nel mistico Labirinto della Masone a Fontanellato (Parma), aria, fumo e corpi sono stati massacrati per circa due ore e venti. Senza nessuna pietà, i Sunn O))) hanno dato vita ad un happening, una performance unica, in un luogo denso di spiritualità e simbolismo.

Partendo dal principio: ore 19,30, l ‘aria è densa, solo maglie nere, tramonto padano misto al classico lezzo di stalla. Le colonne umane trepidano per il ritorno in italia dei sacerdoti del male dopo 5 anni di assenza dai palchi italici. Oggi la location è quella da grande occasione, da evento unico, memorabile e imperdibile. Ore 20,30, si entra, ci si accalca nell’atrio, l’accesso al labirinto e al suo cuore piramidale è ancora negato; ci si dispone per nutrimenti e beveraggi, accompagnati da uno spettacolo di tamburi orientali e subito dopo dalla videoinstallazione “Finis Mundi” a cura di N!03, che – nella ricorrenza dei trent’anni della morte di Jorge Luis Borges – celebrerà il sodalizio artistico tra lo scrittore argentino e Franco Maria Ricci.

Ore 21,30, ormai si vibra, la tensione è palpabile. Si aprono i cancelli del labirinto ed una colonna di anime si addentrano attraverso le vie di bambù, nella più totale oscurità. Ogni 50 o 60 metri uomini mascherati con lanterne bianche in mano indicano la via per la piramide, la meta, il cuore del labirinto. Dopo qualche minuto di cammino si scorge il viale che porta nell’atrio; avvolti nel fumo e trafitti da luci rosse si entra; e poi apocalisse.

Circa un’ora di estenuante e impaziente attesa, un drone-sitar ad amalgamare la folla che piano piano accorre, ore 23 ,luce bianca sulla piramide. Compare il primo cappuccio nero, Attila Csihar(voce), proclama e invoca per circa dieci minuti sul tetto della piramide, come doveroso preludio alle bordate in arrivo. Con passo marziale i due Sunn O))), accompagnati come sempre da Tos Nieuwenhuizen (moog) e Steve Moore (tastiera/trombone), fanno il loro ingresso e la pressione sonora diventa immediatamente protagonista assoluta. Da questo momento in poi è solo ipnosi, un alternarsi di invocazioni e chitarre sospese in aria. Chitarre e Moog si intrecciano in frequenze infra sub, i battimenti ci sfasano cuore, gola e torace, le luci rosse, il fumo denso, il centro dell’inferno.

A circa metà esperienza,ore 24, un momento catartico composto da solo voce moog e tromba pare concedere tregua, ma è pura apparenza. Al rientro dei due SUNN O))) (O’Malley/Anderson) riemerge l’apocalisse sonora dal basso, dal profondo… scava e ipnotizza. Il pubblico è immobile, lento, irretito, steso. In due ore e venti si comprende il valore psichico dell’happening, si comprende il male, il potere, la forza; ma è fisicamente che la sfida non tiene botta. L’aria mossa dalle basse frequenze, il fumo denso anche sul pubblico, le grida, l’assenza di qualunque riferimento ritmico, il reame del drone.

Ore 1,20, con feedback e delirio finale in pochi secondi l’atrio del labirinto si svuota di suono e per alcuni attimi sembra non esserci più nulla. Il drone unico che ci ha accompagnato per due ore e venti SENZA MAI FERMARSI si ferma; ed è tutto irreale. Le orecchie ronzano, e lo faranno sicuramente per tante ore ancora, gli stomaci molleggiano e gli equilibri vacillano. Non è un concerto; è esperienza sensoriale, da provare una volta nell’ esistenza. E poi forse mai più.

Meraviglia, meraviglia e grandezza senza pietà.