In una modernità liquida e globalizzata, in una contemporaneità che ha evaporato dall’essere umano il suo ancestrale e primitivo bisogno totemico, mistico e magico legato al feticismo dell’oggetto reso divinità, privando così l’uomo di uno dei suoi più profondi e primigeni bisogni, resistono ancora “piccoli luoghi di culto”, dove la forma e la sostanza coesistono nella loro più profonda capacità di suonare le intime corde emozionali di ognuno di noi. Uno di questi è la storica Fonoteca di via Raffaele Morghen, sopravvissuta alla crisi che ha colpito il mercato legato alla vendita di dischi e che ha saputo, grazie alle giuste intuizioni di Roberto, rinnovarsi negli anni senza mai tradire la propria vocazione originaria.

Oggi, come all’alba del suo inizio di attività, Fonoteca è restata, per circa un quarto di secolo, fedele alla linea originale, onorando il proprio nome legato alla musica, mantenendo salda la sua spina dorsale le cui vertebre continuano a essere fatte di dischi e di amore verso la musica e il piacere di poter vedere, toccare e odorare, prima ancora che sentire, gli LP e i CD che riempiono le sue sale.

“La matrice base della Fonoteca è sempre stata la musica, forte della sua “missione” di proporre novità, selezionando, oltre ovviamente ad alcuni classici, dischi di ultima uscita con una cura settimanale – racconta Roberto – Tale scelta “commerciale” si è dimostrata vincente soprattutto quando agli inizi del 2000 c’è stata si una contrazione del settore che una forte concorrenza data dall’apertura di grossi megastore, con i quali i piccoli negozi di dischi difficilmente riuscivano a competere sulla quantità. Oggi, invece, la concorrenza è data dalla musica on-line, scaricabile o acquistabile in rete. L’intuizione della Fonoteca è stata quella di riuscire a coprire la principale “mancanza” che questi nuovi canali di vendita avevano, ovvero il rapporto diretto con il cliente che, quale ascoltatore e amante della musica, cercava comunque un confronto e un “consiglio” nello scoprire e nello scegliere un nuovo artista o un nuovo disco. Parlare con i clienti di musica è la nostra principale forma d’intrattenimento. Nel tempo abbiamo, poi, ampliato i servizi inserendo anche un’area bar e una piccola ristorazione, puntando anche per essa su prodotti tradizionali scelti”.

(tratto da il Roma)

Marco Sica