Sono “Inganni” quelli che gli Industria Onirica ci propongono con il loro EP d’esordio o semplicemente prodotti di una fabbrica dei sogni?

Nella biografia contenuta nella rassegna stampa, il gruppo veneto, composto da BRUNO SPONCHIA (VOCE), ALESSANDRO RAGAZZO (CHITARRA), MATTIA GIALLOMBARDO (BASSO), ALBERTO DE LAZZARI (SYNTH, PIANO) e MASSIMILIANO DALL’ARA (BATTERIA), definisce (e quindi si autodefinisce) Industria Onirica come “un progetto che nasce nel 2014 a Venezia con lo scopo di fare musica in italiano fondendo le radici del cantautorato alle più moderne forme di rock“.

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E in effetti “Inganni” è un disco di pop/rock dalla matrice cantautorale (con finanche frammenti di recitato come sul finale di “Notte di Candele”) e se – sempre in rassegna stampa –  si legge: “Cinque brani che non hanno una vera e propria narrativa, fatti di una sostanza quasi impalpabile, cinque canzoni che vogliono cristallizzare il mondo onirico” , a parere di chi scrive la forza dell’intero lavoro discografico è, invece, proprio nei testi e nella profonda voce di Sponchia che conferiscono al disco una calda narrativa ricca di cura testuale che va ben oltre l’invocata “sostanza impalpabile” e che anzi, senza inganno, caricano di poetica e contenuto l’EP tutto.

Così, se  “c’è un illusione che nasce da qualcosa che non va“, l’illusione degli Industria Onirica nasce con la scrittura di una canzone per dire ciò che si pensa e che si sente … fossero anche solo “piccoli mondi in bolle di vetro“, un “paradiso a basso costo“, “persone trascinate dalle correnti di pensiero nella stupidità” o i tanti altri brevi e laconici spunti di riflessione che le liriche offrono. Purtroppo la mia partigiana “affezione” alla lingua italiana mi pone, come unico interrogativo, il perché dell’utilizzo dell’inglese nel (a questo punto) “refrain” di “Grattacieli” …

Industria-Onirica-Inganni

Un’ultima considerazione va alla bella ed evocativa copertina, dove le immagini, in contrasto tra i rossi pesci volanti e i grigi “stanziali” grattacieli, riassumono un po’ il quotidiano contrasto tra i nostri sanguigni sogni erranti e la caliginosa e scolorata realtà.

Marco Sica