Tra le bands da tenere sott’occhio in questo periodo di sicuro ritroviamo i Meds. Una band che ci ha colpito da subito e che abbiamo avuto il piacere di intervistare. Qui sotto la nostra chiaccherata!

Quando e come vi siete conosciuti?

– Ci siamo conosciuti nel 2013, suonavamo in progetti diversi che condividevano il booking. E’ capitato cosi di suonare diverse volte sullo stesso palco e di conoscerci meglio. Quando i rispettivi progetti sono conclusi, abbiamo pensato che era arrivato il momento di far convergere le nostre idee verso una nuova strada. Nel 2014 sono nati i Meds.

Ascoltando il vostro progetto si nota un’indubbia qualità a livello di composizione, suoni ed idea stessa del progetto. Quali difficoltà può incontrare una band emergente come la vostra e cosa proponete di fare (a voi stessi) per emergere in un ambiente un po’ particolare come quello italiano?

– Grazie per i complimenti. La difficoltà più grande, che però non è esclusiva del nostro progetto, è quella di riuscire a far arrivare qualcosa al pubblico. Suonare non è difficile, far emozionare sì. Immergendo questo concetto nell’ambiente italiano diventa ancora più complicato perché l’estetica del grande pubblico sta virando sempre più verso il ‘mi intrattiene, mi diverte o no?’ piuttosto che ‘è bello, di qualità o no?’. L’intrattenimento tendente al trash barocco non è un canone estetico che abbiamo preso in considerazione per il nostro progetto quindi ci siamo solo ripromessi di continuare a testa bassa puntando alla qualità e all’etica del lavoro.

Parlateci della vostra esperienza in studio.

– Le registrazioni del nostro primo EP hanno impegnato due anni di lavoro e hanno visto la compartecipazione di più studi di registrazione. La prima fase di scrittura e arranging è avvenuta nel nostro HomeStudio, quando abbiamo sentito che i pezzi erano pronti abbiamo girato fra i ForwardStudios di Grottaferrata, B2Studios di Fefo Forconi e gli One&Music Studio per le registrazioni delle parti vocali, basso e chitarre. Sono state tutte esperienze importanti che ci hanno messo a lavoro a fianco di grandi professionisti, ognuno di loro ha dato il suo contributo.
4) Quali sono le vostre influenze principali?

– E’ una domanda a cui non abbiamo mai saputo rispondere. O meglio, non sappiamo dirti un gruppo simile a noi, ci riteniamo una realtà abbastanza unica. Ciò non toglie che abbiamo infinite influenze, alcune musicalmente vicine come Moderat, Alt-J, Atoms for Peace. Altre lontanissime ma che in qualche modo ci hanno sempre ispirato come i Verdena, Brian Eno o Burial.

 Con chi vi piacerebbe collaborare?

– Sono molti gli artisti che ci piacerebbe vedere a lavoro sul nostro progetto. Non badando alla realtà ti potremmo dire Jon Hopkins o James Blake.

Nominateci cinque canzoni che vorreste consigliare ai nostri lettori e che hanno segnato le vostre esperienze artistiche.

– Radiohead – Weird Fishes/Arpeggi,

 Moderat – Rusty Nails

 Alt-J – Taro

 Jeff Buckley – Grace

 Jon Hopkins – Open Eye Signal


Avremo modo di potervi vedere dal vivo? Se “si” quando?

– Assolutamente si. Nella prima metà di Giugno saremo impegnati in una serie di date puramente acustiche per presentare il progetto e le canzoni cosi come sono nate. A Ottobre invece inizierà il tour con elettronica/visual e tutto il resto. Per le date vi rimandiamo alla nostra pagina Facebook sulla quale verrà pubblicato tutto.

Spazio ringraziamenti, ringraziate chi volete. Noi ovviamente ringraziamo voi.

– Grazie a chi ci segue e seguirà e grazie a voi per l’intervista!

https://www.facebook.com/medsband/