A tre anni di distanza dall’album d’esordio “Runners”, tornano con un nuovo accattivante lavoro i romani Jaguanera.  Rapiti da suoni dark, synth-pop i quattro miscelano bene le atmosfere creando dall’inizio una strada da percorrere con porta d’ingresso al fulmicotone.

L’eterea “Ogle 2005” apre le vertiginose danze che richiamano spiriti elettro-viscerali con la voce di Andrea Bellassai che disegna bene le linee orchestrali lasciandoci accomodare nel loro mondo. Segue la incisiva “Karmatronic” che sfocia nel ritornello a ritmo “Killing Joke”!!!!! le chitarre sono nervose e i synth ben rumorosamente studiati.

“Did You Now?” potrebbe esser un manifesto di un certo tipo di suono molto vicino a quello di Dave Gahan e soci, canzone molto riuscita.

L’album inciampa su standard da B-side con “Save me”, traccia assemblata per un certo tipo di rock-pop debole e poco emozionante, ma arriva “Electro cowboy” a dare forza e carattere all’album a ritmi di spalla ondeggiante e i giri tellurici di basso di “Black Albino” dove la voce del Bellassai fa risvegliare il Billy Idol da superclassifica.

Arriva l’incalzante “Ob-Session” in un crescendo catartico con cori e chitarre esasperate.

“A good day” sembra un saluto della band a fissare l’appuntamento per il nuovo disco, un inno ai tempi di “Pop” degli U2, che riesce a indebolire un po’ la presa ma giunge “Halfmoon” con il suo splendido ritornello e la sincopata “Jailbird” a dare respiro e passione al lavoro abbracciando la strumentale “The manifestwave” a chiudere il cerchio.

Un’ottima produzione che merita nei prossimi episodi un po’ di carattere e coraggio in più nei testi e nelle strutture sonore.

Eugenio Spadone