Il giunto di Cardano, quadrilatero articolato spaziale, è un organo di trasmissione che permette appunto di trasmettere il “suono” tra due “dimensioni” in rotazione, i cui prolungamenti sono incidenti in un punto.
Tradotto: il giunto di Cardano è una band foggiana attiva dal 2011, il nome però conveniva spiegarlo.

Intervistati dalla nostra redazione:

Come nasce il progetto Giunto di Cardano?

Il Giunto di Cardano nasce dall’incontro tra Giuseppe (chitarrista/cantante) e Mariano (bassista), a cui si è aggiunto più tardi Davide alla batteria. L’intento era quello di ricercare una forma di espressione che potesse far viaggiare la mente di tre ragazzi della provincia foggiana. In realtà nasce quasi per gioco, poi è diventato qualcosa di più importante creando un legame indissolubile.

Siete una band molto attiva dal punto di vista live e non solo, qual è il vostro segreto?

Non c’è un vero e proprio segreto: per noi suonare live è l’unica cosa che conta; Sicuramente il lavoro ripaga e noi ogni giorno cerchiamo di capire come muoverci nele modo migliore sentirti i fronti, cercando di arrivare al cuore di quanti più ascoltatori possibili, anche quando questo significa macinare centinaia e centinaia di chilometri.

Il vostro ultimo album ha un sound abbastanza deciso, a chi vi ispirate?

Abbiamo cercato di inserire nel nostro disco tutti gli ascolti che ci piacciono e ci hanno influenzato, partendo dalla scena internazionale degli anni 60 fino ad oggi (Pink Floyd, The Beatles, The Beach Boys, Queen, Nirvana, Radiohead), fino alla scena musicale rock italiana con Verdena, Afterhours, Marlene Kuntz, Litfiba e CSI.

Nominate cinque brani che vi hanno più influenzato come musicisti.

Nominare 5 canzoni risulta un po’ difficile; posso citarti però 5 dischi che sono stati fondamentali per noi:
• Dark side of the moon – Pink Floyd
• Pet Sounds – THE BEACH BOYS
• Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band – The Beatles
• Tabula Rasa Elettrificata – CSI
• Wow – Verdena

Il panorama italiano è abbastanza avverso al vostro genere, i cantautori sembrano avere sempre la meglio, che ne pensate?

Effettivamente l’Italia è da sempre predisposta al genere del cantautorato, ma è anche vero che il genere alternative è molto seguito e apprezzato nel nostro paese, basti pensare a band come Afterhours, Marlene Kuntz, Verdena…

Dove vi vedete fra dieci anni?


Tra dieci anni speriamo di poter continuare a fare musica e vivere di musica, senza mai perdere l’entusiasmo che ci ha spinti fin qui adesso.