Le Distillerie Italiane pubblicano per Seahorse Recordings il loro disco intitolato “Stato di Grazia” e l’album è un vero e proprio viaggio composto da diverse tappe da percorrere ad occhi chiusi ed a mente sgombra, lasciandosi bagnare da nuove frontiere sonore, senza una direzione ben precisa. Il disco presenta diverse influenze ma, la miscela esplosiva ed originale della band fa in modo che non si possa più parlare di influenza musicale ma di una vera e propria fonte d’ispirazione autonoma proveniente probabilmente dall’alto! Il sound dell’album è alquanto originale: dinamiche dal sapore vintage (krautprog e psichedelia) si fondono in una miscellanea in cui post-punk e wave sono i pilastri portanti.

I testi prendono forma da momenti di lirismo psichedelico, ermetico e simbolico, o dalla vita quotidiana imbevuta di esperienze sensoriali in cui la sfera interiore e sociale incontrano una propria dimensione poetico-filosofica.

Come in ogni viaggio che si rispetti, non mancano attimi di disorientamento in cui soffermarsi a riflettere (“La solitudine di Cerbero”) e l’incedere dei passi si fa più pesante (“Il velo di Grazia”). Ed è proprio da qui che si rinasce più profondi e più determinati (“Persuaso”) per ripartire in un’atmosfera ora diversa; permeata da una nuova percezione, più realistica e meno illusoria. Ci si ritrova nel bel mezzo di un ingorgo (“Traffic jam”) in cui è martellante il disagio quotidiano, scandito dal percuotere incessante dei clacson. Alzando lo sguardo si notano gli alti palazzi della città post-moderna – dominati da casermoni e fatiscenti capannoni industriali appena sgomberati dagli ultimi rave notturni – nei quali ci si appresta a cominciare la giornata in cantieri che lavorano a rilento (“Autumn leaves”) mentre generazioni di giovani presidiano centri per l’impiego ormai chiusi.

In sostanza il disco de Le Distillerie Italiane è un disco che poco riusciranno ad apprezzare davvero ma siamo sicuri che per quei pochi riusciranno a ricompensare tutte le fatiche della band che, cavalca l’onda di un genere musicale distante probabilmente da ciò che va oggi ma che allo stesso tempo riesce a rendere moderno, attuale e frizzante. Un buon lavoro, di quelli che se ne vedono pochi in giro e che dovrebbero tornare in auge come non mai.

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Distillerie Italiane