Terra ricca di musica è l’Emilia e con essa Bologna. Terra e città cantate e celebrate da sempre e che da sempre cantano, protestano, combattono e si ribellano. Terra e città splendidamente descritte da Francesco Guccini, e come dallo stesso raccontate l’una è terra “allungata fra l’olmo e il vigneto, voltata a cercare quel mare mancante” … è terra “sognante fra l’oggi e il domani” e l’altra è città “rossa e fetale …” che senza né pudore né vergogna culla i suoi artisti “fra i portici cosce di mamma Bologna”. Ed è proprio tra le cosce di mamma Bologna che si lascia cullare il gruppo Del Toro che saluta l’uscita del loro disco “Storie di schiavi e sante”. Con i Del Toro siamo innanzi a un trio composto da Dario Ghiggi – chitarra e voce, Davide Fisciano – batteria e Luciano Sibona – basso. Siamo innanzi a un trio che suona con equilibrio e senza (sgradevoli o circensi) eccessi un potente rock, nella scia dei classici “power trio” del passato, interpretando uno stile e un genere che sono geneticamente non soggetti a invecchiamento e che se ben resi “girano”; il tutto con la sempre apprezzata, a parere di chi scrive, scelta dei testi in italiano. “Storie di Schiavi e Santi” è stato registrato in analogico (ulteriore scelta che contraddistingue le intenzione dei musicisti bolognesi) presso il GodFather Studio di Napoli in 4 mesi di produzione ed è stato accompagnato dalla realizzazione del videoclip “Cenere”, omaggio in bianco e nero al colore dell’arte fotografica nonché chiara manifestazione della propensione interdisciplinare in termini di arte da parte del gruppo

(Del Toro “Storie di Schiavi e Santi” – Francescandrea).