Da Crotone, i Coffea Strange si presentano con questo primo lavoro che dalla prima traccia (a parte l’intro), fa capire le coordinate entro le quali si muovono: Made in England senza pietà alcuna.

Off Putting si serve di una voce filtrata al punto giusto e una struttura maledettamente pop con il ritornello che entra nelle orecchie e non esce più.

Stessa cosa per Staying with my giants che sfodera chitarre ruvide e una batteria che lavora per bene, caratteristiche comunque presenti in tutto il disco. Si respira aria di Oasis, Jam e tutta la marmaglia mod che ha reso il sound rock inglese inconfondibile.

The Story in a Roll spezza un po’ le atmosfere con una chitarra acustica iniziale che poi apre ad una melodia vocale iper pop (nel senso buono), cantabilissima anch’essa.

Il disco viaggia bene, non stanca e dà buone sensazioni; ottima Kill you, veloce e scorrevole, la title track, più ruffiana e singolaccio da rischiare, o anche Nothing is wrong, per me il pezzo migliore dell’album.

I ragazzi ci sanno fare e sanno cosa ottenere dai propri strumenti, sono all’interno di un genere mai troppo scontato e difficile da tradurre in musica poichè il rischio di plagio e ripetitività è sempre dietro l’angolo.

Ci sono chiaramente dei punti oscuri, alcuni finali, o strutture a volte troppo prolisse, ma sono peccati che perdoniamo poichè la stoffa c’è e per il futuro non può essere che roseo.
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Dario Torre. NelMuschio.