I Clustersun s’impongono nettamente sulla scena shoegaze in continua crescita con il loro secondo album uscito per Seahorse Recordings intitolato “Surfacing to breathe” anticipato dal singolo “Raw Nerve”.

La band catanese torna sulla scena con un album che difficilmente metterà in luce difetti sonori ma bensì mostrerà come la band in tre anni abbia maturato una certa competenza e professionalità per quanto riguarda echi e reverberi. L’album scorre fluidamente e dà l’impressione che ogni traccia sia legata da un unico filo conduttore quasi come se l’ascolto prolungato potesse ridursi ad un unico flusso emotivo che conduce direttamente al cuore psichedelico della formazione catanese. Ogni brano gode di luce propria ed ogni singolo minuto può svelare magicamente la vera natura di una band che, anche se in Italia fatica ed imporsi alla grande maggioranza del pubblico (come ogni band shoegaze) muove grandi passi verso la conquista dell’estero in particolare la conquista degli USA che ha visto un tour promozionale molto fitto ed articolato. I Clustersun hanno già partecipato a diverse compilation di settore in cui la band ha potuto mostrare la propria eleganza e finezza in cover di artisti shoegaze internazionali suscitando ancora maggiormente l’interesse di addetti ai lavori e fans. Non vi sono brani che spiccano particolarmente e non ci sentiamo di consigliarvi qualcosa di preciso, bensì, l’ascolto di surfacing to breathe è consigliatissimo per gli amanti del genere e per chi invece voglia cominciare ad ascoltare per la prima volta chitarre vaporose ed eteree. I Clustersun con “Surfacing to breathe” cercano di bissare la loro presenza in territorio italico, cosa che non sappiamo se avverrà o meno ma che sicuramente ha un ottimo punto di partenza forte e solido da cui partire.

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