“Meno male” che il cantautorato italiano continua a vivere. Così, “fissando un bidè”, mi capita non di cercare “le note migliori” ma di espellere, in una deiezione viscerale, tutta la mia partigianeria, liberandomi dalla mia costipazione mentale ed essere “insanamente” e “arrogantemente” fazioso nei confronti di chi, fedele alla linea: 1) scrive testi in italiano di contenuto e di “semantica”; 2) resta legato a una tradizione musicale che ci appartiene, non cadendo nel “plagio” di generi d’oltre confine. Quindi ….. “Meno male” che Andrea Piermattei è riuscito, con quello che “non sa di sé”, a riempire non solo “il cielo” ma anche le tracce di un disco e pubblicare “Ogni parola suona”, un lavoro, questo, che come il titolo stesso spiega “suona” bene in ogni sua parola; parola che non è mai “vuota”, ma piena di significato perché è “scelta con pazienza”. È, altresì, indubbio che nella chitarra del cantautore pescarese ci sono “mani, lacrime e poeti” da condividere, come è, altrettanto, indubbio che alla sua musica fatta della miglior “paglia” e del miglior “cartone” si può fare “riverenza” per la sincerità e la schiettezza di un “artista”, non “abusato dagli anni novanta”, che si racconta e racconta la vita descrivendo la propria nel rapporto con se stesso e con il mondo e che in un’“edonistica” ed “epicurea” (condivisibile) visione, non superficiale (anzi), ma patafisica e sulla cui cattedra siede, in dottorato, un saggio “Faustroll”, suggerisce di essere come la gatta che “ha preso il lardo con un morso anche se di zampe ne ha tre”. Così, “tra gli angoli di un pomeriggio”, facendo girare sul piatto con animo da “Operaio” “Ogni Parola suona”, Piermattei ci ha “restituito” piacevolissimi momenti di ascolto e di riflessione. Già in altre occasioni ho avuto modo di dire che alcuni dischi sono come “oopart”, e l’esordio discografico di Andrea Piermattei è senza tempo, perché è giusto per ogni tempo

(Andrea Piermattei “Ogni parola suona” – Marco Sica).